ASTA 326 - ARTE ANTICA E DEL XIX SECOLO

Lotto N: 0269

ARGENTIERE DEL XVIII SECOLO

Reliquiario in filigrana d'argento in teca ottagonale.

30.5 x 37 x 6 cm

Misura reliquiario: 29x20 cm.

Venduto a

Euro 500,00

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Lotto N: 0270

ARGENTIERE DEL XVIII SECOLO

Coppia di candelieri in argento sbalzato e cesellato, base circolare sagomata e gradinata, fusto sagomato e costolato.

12 x 22 x 12 cm

Punzoni alla base (probabilmente Brescia). Peso: 0,702 kg.

Venduto a

Euro 1.500,00

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Venduto a

Euro 2.600,00

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Lotto N: 0272

ARGENTIERE INGLESE DEL XVIII SECOLO

Caffettiera in argento con manico in legno e stemma nobiliare, corpo piriforme con decorazioni floreali, poggiante su base circolare.

17 x 21.5 x 10 cm

Punzoni di Londra, 1771. Peso totale: 0.496 kg.

Base d'asta

Euro 800,00

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Lotto N: 0273

ARGENTIERE STEFANO FEDELI (1794 - 1870)

Calamaio in argento sbalzato e cesellato decorato con figure classiche, base di forma ovale poggiante su figure di sfingi.

32 x 19.5 x 15 cm

Punzoni pontifici e punzoni dell'argentiere Stefano Fedeli (1794-1870), Roma, secondo quarto del XIX secolo. Peso: 1,172 kg.

Nato a Roma nel 1794, Stefano Fedeli fu patentato maestro dal Collegio degli orefici ed argentieri di Sant'Eligio nell'ottobre del 1815, ricevendo il bollo visibile su questo calamaio, che Fedeli utilizzò fino al 1866. Il medesimo bollo è riscontrabile in altri manufatti in argento, sia sacri che civili, tra cui un grande gruppo rappresentante "Ulisse con il cane Argo" (C. G. Bulgari, "Argentieri gemmari e orafi d'Italia", Roma 1958, parte prima, tav. XXV). Alcuni esempi di argenteria sacra assegnati a Fedeli sono conservati in molte chiese di Roma: tra gli altri, un calice decorato a motivi fogliacei nella Chiesa del Gesù, uno con piccole figure rappresentanti le Virtù teologali a S. Maria in Portico in Campitelli, una coppia di incensieri datati 1830 a S. Marcello al Corso e, nella stessa chiesa, un calice in argento fuso, sbalzato e cesellato di gusto neoclassico. Tra gli argenti di uso privato, diversi esempi si conservano presso la collezione Fornari (cfr. S. Fornari, "Gli argenti romani", Roma 1968), tra cui modelli di calamai e zuccheriere.

Bibliografia di riferimento: C. G. Bulgari, "Argentieri gemmari e orafi d'Italia", Roma 1958, parte prima, p. 437
S. Fornari, "Gli argenti romani", Roma 1968
V. Donaver e R. Dabbene, "Argenti italiani dell'Ottocento", volume secondo, punzoni di argentieri italiani, Milano 1989, p.182 n°1128.

Venduto a

Euro 2.200,00

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Lotto N: 0274

ARGENTIERE VENEZIANO DEL XVII SECOLO

Coppia di saliere in argento parzialmente dorato, a base triangolare, sostenute da zampe leonine, inframezzato da saliere a ventaglio dorato, cavalli marini alati montati da sirene suonanti una conchiglia, elemento centrale tornito reggente altre tre saliere sormontate da un tritone.

19 x 23 x 19 cm

Peso: 2,576 kg. Punzoni: leone contrassegno della zecca di S. Marco; ZC inframezzato da una torre, contrassegno del Sazador in Zecca Zuanne Cottini (1682-1736); CC, non identificato.

L'oggetto realizzato con più elementi fusi e cesellati è costruito con l'assemblaggio di una base a tre lobi sostenuta da zampe leonine, in una logica formale diffusa nel periodo barocco a Venezia per oggetti di culto di simile impostazione come basi di candelieri pure triangolari sostenute da zampe di leone. Analogia formale è pure riscontrabile in candelieri fusi e torniti in argento e bronzo, di forma similare al sostegno centrale dell'oggetto. Le figure dei cavalli marini fanno anch'esse riferimento ai vari prodotti di bronzistica minore di derivazione veneziana e padovana, diffusi successivamente al cinquecento in tutta l'area e a cui si ispirano oggetti simili noti come quello pubblicato dal Pazzi in cui sono presenti elementi derivati dal Vittoria e dal Riccio.
Certamente sia a modelli architettonici che scultorei del repertorio bronzistico si ispiravano anche i centrotavola realizzati a Napoli e a Messina in argento tra la fine del '600 ed il primissimo '700 (Dabbene) ed anche il nostro, sia pure di fattura più semplificata, non è certamente estraneo ai soggetti della diffusa bronzistica citata ed in particolare, per il tritone sulla sommità, a quello della fine del secolo precedente del Museo di Brescia (Planiscig), con cui il nostro mostra notevoli affinità. È plausibile che l'oggetto, di cui troviamo rare testimonianze in lavori di argenteria anche nelle altre zone d'Italia, sia stato eseguito su richiesta di qualche facoltoso committente da un argentiere che si ispirò al più ricco repertorio di prodotti bronzei che le botteghe padovano e veneziane abbiano realizzato durante l'arco di due secoli, fino al settecento inoltrato.

Bibliografia di riferimento: P.Pazzi, "I punzoni dell'argenteria veneta", Tomo I, Pola 1992;
P. Pazzi, "Oro di Venezia", Venezia, 1996;
Donaver-Dabbene, "Argenti italiani del '700 e '800", Milano 1998, p. 186;
L. Planiscig, "Piccoli bronzi italiani del Rinascimento", Milano 1930 (tav.162; f.281).

Venduto a

Euro 5.400,00

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Lotto N: 0275

ARGENTIERE ANGELO SPINAZZI (1693 - 1767)

Acquasantiera in argento a forma di angelo con putto reggente una conchiglia.

16 x 28.5 x 11 cm

Peso: 2,292 kg. Base in bronzo dorato. Punzoni pontifici e dell'argentiere Angelo Spinazzi (attivo tra 1721-1767).
Restauri.

Questa rara ed elaborata acquasantiera romana trae ispirazione tanto da modelli a lei contemporanei quanto dai più fulgidi esempi della statuaria e oreficeria barocca del XVII secolo: se da un lato infatti ricorda le quasi contemporanee creazioni di Giovanni Giardini, come le figure angeliche che decorano il tabernacolo in porfido e rame dorato (1711) conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna (H. Honour, “Goldsmiths & Silversmiths”, Londra 1971, p. 120), dall’altro riprende il modellato scultoreo di scuola berniniana e algardiana del secolo precedente, con assonanze riscontrabili nel confronto con alcune opere di Antonio Raggi (l’”Angelo con la colonna della Flagellazione” di Ponte Sant’Angelo), di Francesco Mochi e di Paolo Naldini, oltre che con i disegni per oggetti d'argenteria dello stesso Algardi. I marchi presenti in più punti sono identificabili con quelli dell’argentiere romano di origine piacentina Angelo Spinazzi (1693-post 1767), attivo dal 1721, autore di importanti e raffinati manufatti d’oreficeria, soprattutto sacra: tra le sue opere principali, si veda ad esempio il Busto reliquiario di San Francesco di Paola del Museo Diocesano di Montefortino (1725), l’imponente ostensorio in argento dorato eseguito a Roma tra il 1761 e il 1762 e conservato al Collegio Alberoni di Piacenza e la decorazione in argento sbalzato e cesellato dell’Altare maggiore del Duomo di Siracusa (1752). I committenti di Spinazzi non furono però solo italiani e la sua opera fu richiesta, insieme a quella di altri orafi e argentieri, per la realizzazione della cosiddetta “Muta Nobile”, un gruppo composto da un grande crocifisso e sei torcieri realizzato a Roma da artisti italiani per la sontuosa cappella di San Giovanni Battista nella chiesa di S. Rocco a Lisbona, commissionata nel 1742 dal re Giovanni V di Portogallo e finanziata dall’oro dei possedimenti della corona portoghese in Brasile (Teresa Leonor M. Vale, “Eighteenth-century Roman silver for the chapel of St John the Baptist in the church of S. Roque, Lisbon” in The Burlington Magazine. No. 1289 – Vol 152 (Agosto 2010), pp. 528-535): Il gruppo, in argento dorato, è oggi conservato nel Museu de S. Roque insieme ad altri manufatti d’oreficeria concepiti per la cappella e uno dei torcieri, quello rappresentante la “Tranquillità”, che in alcuni dettagli delle decorazioni e del modellato della figura ricorda la nostra acquasantiera, è opera proprio di Angelo Spinazzi (J. Montagu, “Gold, Silver and Bronze. Metal Sculpture of the Roman Baroque”, New Haven/Londra 1996, p. 180 fig. 262). Tra i committenti di Spinazzi in Italia non vi erano solo le autorità ecclesiastiche ma anche molte famiglie patrizie dello Stato Pontificio, per le quali egli produceva opere di oreficeria sacra e civile di uso privato: è plausibile che tale tipologia di committenza sia stata quella all'origine di questa acquasantiera, un modello probabilmente di successo, dal momento che se ne conosce almeno un altro esemplare simile, recante sulla base lo stemma dei Borghese ma privo dei marchi dell'argentiere, passato nel 2003 sul mercato d'asta di Londra.

Bibliografia di riferimento: S. Fornari, "Gli argenti romani", Roma 1968, pp. 147-148;
H. Honour, “Goldsmiths & Silversmiths”, Londra 1971, p. 120;
C. Bulgari, "Argentieri gemmari e orafi d'Italia", Roma 1980, p. 433;
J. Montagu, “Gold, Silver and Bronze. Metal Sculpture of the Roman Baroque”, New Haven/Londra 1996, p. 180 fig. 262;
Teresa Leonor M. Vale, “Eighteenth-century Roman silver for the chapel of St John the Baptist in the church of S. Roque, Lisbon” in The Burlington Magazine. No. 1289 - Vol 152 (Agosto 2010), pp. 528-535.

Venduto a

Euro 8.000,00

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Lotto N: 0276

ARGENTIERE TORINESE DEL XIX SECOLO

Zuccheriera con coperchio in argento sbalzato e cesellato con decorazioni vegetali, su piedi a ricciolo.

13 x 11 x 7 cm

Punzoni dell'Ufficio del Marchio di Torino, con croce di S. Maurizio coronata e testa di toro entro losanga (in uso dal 1824 al 1872). Peso: 0.246 kg.

Base d'asta

Euro 700,00

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Lotto N: 0277

MANIFATTURA RUSSA DEL XIX SECOLO

Yazd Torah in argento decorato, presa con finale a volatile.

3.5 x 30 cm

Peso: 0,104 kg. Punzoni riferibili al noto argentiere Fedor Ruckert, 1857 Mosca, iniziali del saggiatore AK, Andrei Antonovich Kovalbskii.

Venduto a

Euro 380,00

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Lotto N: 0278

MARIO BUCCELLATI

Conchiglia in argento.

20 x 22 cm

Punzoni alla base. Argento 925. Peso: 0.292 kg.

Venduto a

Euro 300,00

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Lotto N: 0279

ARGENTIERE DEL XIX SECOLO

Piatto in argento sbalzato con decorazioni vegetali lungo il bordo.

40 cm

Marchi presenti. Peso: 0.884 kg.

Venduto a

Euro 240,00

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Lotto N: 0280

ARGENTIERE DEL XVIII SECOLO

Coppia di candelabri in argento sbalzato, base tripode.

21 x 76 cm

Peso: 4.838 kg

Venduto a

Euro 500,00

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Lotto N: 0281

ARGENTIERE DEL XVIII SECOLO

Coppia di candelabri in argento sbalzato, base tripode.

21 x 76 cm

Peso: 5.372 kg

Venduto a

Euro 600,00

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Lotto N: 0282

ARGENTIERE DEL XX SECOLO

Coppia di pesci in argento sbalzato con corpo composto da elementi snodabili e occhi in pietre dure.

26 x 13 x 8 cm

9x14x5 cm. Presenti punzoni. Peso: 0.342 kg.

Base d'asta

Euro 500,00

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Lotto N: 0283

ARGENTIERE ITALIANO DEL XX SECOLO

Vaso in argento cesellato e decorato con pietre dure.

23 x 59 x 22 cm

Marchio di Milano. Titolo 800. Peso: 4,548 kg.

Venduto a

Euro 1.200,00

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Lotto N: 0284

ARGENTIERE VENEZIANO DEL XVIII SECOLO

Caffettiera in argento sbalzato con manico in legno, corpo piriforme con costolature poggianti su piede circolare modanato.

14 x 19 x 10 cm

Punzoni di garanzia della zecca di Venezia e del controllore di zecca M.G. (non identificato, attivo tra 1762 e 1776). Peso totale: 0.338 kg.

Venduto a

Euro 1.500,00

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Lotto N: 0285

ARGENTERIA BUCCELLATI

Foglia d'acero in argento.

22 x 29 cm

Punzoni "Mario Buccellati S.r.l." alla base. Argento 925. Peso: 0.220 kg.

Venduto a

Euro 320,00

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Lotto N: 0286

ARGENTIERE ITALIANO DEL XX SECOLO

Calamaio in argento sbalzato con vassoietto dal profilo polilobato poggiante su montanti a ricciolo, completo di due flaconi e campanello

30 x 16 x 23.5 cm

Marchi argentiere De Vecchi, Milano. Titolo 800. Peso: 1,292 kg.

Base d'asta

Euro 500,00

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Lotto N: 0288

ARGENTIERE INGLESE DEL XIX-XX SECOLO

Tre scatole in argento con stemmi nobiliari.

10x26x14 cm; 7x18.5x12 cm; 7x18x9 cm.
Punzoni inglesi Londra e Birmingham, una delle scatole con punzone di Joseph Braham, Londra, 1896. Interno in legno, sotto in pelle. Peso totale: 3,148 kg.
Stemma nobiliare della famiglia Bulgarini di Firenze.

Venduto a

Euro 340,00

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