Biografia di Ulrich Erben
ULRICH ERBEN (1940) Ulrich Erben è nato a Düsseldorf (Germania) nel 1940 e a sedici anni si trasferisce a Roma. Tra il 1958 ed il 1963 studia nelle accademie d’arte di Amburgo, Venezia e Monaco e successivamente in quella di Berlino. Partendo dai paesaggi e dalle nature morte, i suoi lavori si concentrano sempre più sul legame tra geometria e natura, con particolare interesse per le dimensioni e gli spazi. Nel 1968 esegue il suo primo quadro dipinto di bianco. Questo colore è il simbolo della pittura neutra, libera da associazioni e carica di energia priva di rimandi figurativi. Ulrich Erben si inserisce in questo contesto artistico con una mostra personale alla Galleria m di Bochum nel 1971, realizzando opere dal fondo generalmente bianco, con sovrapposizioni di una sezione centrale geometrica realizzata tramite un solo colore, sul quale egli insiste successivamente con diversi strati di bianco. In seguito, pur utilizzando sempre prevalentemente il colore bianco, Erben aggiunge su questa materia, che diventa sempre più spessa, forme semplici di colori saturi, date dal gesto largo della pennellata. Le forme rigide tendono così a dissolversi sempre più, andando di pari passo con l’intensificarsi dell’uso del colore, in particolare verso la fine degli anni ‘80. I colori diventano rimandi mnemonici, “colori della memoria”, spesso proposti sulla tela in base alla loro influenza e attrazione reciproca. Insieme ai colori, anche la luce e le dimensioni dei quadri di Ulrich Erben sono elementi fondamentali per coinvolgere lo spettatore: i suoi quadri sono grandi, abbastanza ampi, mai però più alti di un uomo e più larghi dell’apertura delle sue braccia. L’illuminazione variabile, unitamente alle differenti tonalità cromatiche, si incrocia sulle sue tele generando illusioni prospettiche e sfumature mutevoli. Ulrich Erben partecipa alle principali mostre dedicate alla Pittura Analitica, tra cui, nel 1973, “Tempi di percezione”, Casa della Cultura, Livorno, “Un futuro possibile. Nuova Pittura”, Palazzo dei Diamanti, Ferrara, “La riflessione sulla pittura”, Palazzo Comunale, Acireale; “Geplante Malerei”, Westfälischer Kunstverein, Münster, Galleria del Milione, Milano, 1974-75; “I colori della pittura”, Istituto Italo Latino Americano, Roma, 1976. Nel 1977 è invitato a Kassel per “Documenta 6”. Interessato anche agli effetti di luce oltre il quadro, lavora anche a progetti e dipinti murali, come nelle mostre al Museo Folkwang di Essen, al Kunstverein di Colonia, alla Galleria Piltzer di Parigi, al Ginza Five di Tokyo. Negli ultimi decenni ha esposto fra l’altro alla Kunsthalle di Mannheim (1984), al Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen a Düsseldorf (1990). Nel 2003 il Museum Wiesbaden gli ha dedicato una monografica. Nel 2010 ha tenuto un’importante mostra personale alla Galleria Studio G 7 di Bologna, con la quale da tempo collabora. Alla Fondazione Zappettini ha esposto nelle collettive “Pittura 70. Pittura-pittura e astrazione analitica” (Chiavari, 2004) e “Le superfici opache della Pittura analitica” (Chiavari, 2009). Nel 1980 diventa professore di pittura presso la Kunstakademie di Düsseldorf e dal 1992 è membro della Sezione di Arte Figurativa della Akademie der Künst di Berlino. Attualmente vive e lavora a Düsseldorf.